Terapie digitali e Servizi sociali: un'occasione nuova per raccordare Sanità e Sociale

Terapie digitali e Servizi sociali: un'occasione nuova per raccordare Sanità e Sociale

Il rapporto tra Terapie digitali e Servizi sociali è un tema da sviluppare. E' dal 2020 si sta parlano, seriamente, di terapie digitali. Sono oltre 150 gli articoli scientifici pubblicati. Una disciplina nata da poco e seguita per lo più solo da chi si interessa di nuove tecnologie. Un volume d'affari che, nel mondo, già nel 2019 ammontava a 1,7 miliardi di dollari e che alcuni studi stimano possa raggiungere la cifra di 9.4 miliardi entro il 2028.
Un fenomeno che andrebbe, almeno, conosciuto.

Cosa sono

Le terapie digitali, note anche con il nome di “digital therapeutics” (o “DTx” in inglese), sono tecnologie che offrono interventi terapeutici guidati da programmi software di alta qualità. Programmi basati su evidenza scientifica ottenuta attraverso una sperimentazione clinica rigorosa e confermatoria allo scopo di prevenire, di gestire o di trattare un ampio spettro di condizioni fisiche, mentali e comportamentali.

Terapie digitali e Servizi sociali: esempi?

Non semplici applicazioni che riguardano la salute (anche se alcune di loro possono assumere questa forma), né interventi di telemonitoraggio, né sistemi offerti dalle aziende farmaceutiche che aiutano i pazienti nella gestione delle loro patologie, a cominciare dalla adesione al trattamento farmacologico (chiamati Patient Support Program).  Sono invece dei veri e propri interventi curativi, capaci di migliorare risultati clinici al pari di un trattamento farmacologico. Possono assumere la forma di applicazioni o app, videogiochi, siti web, o addirittura dispositivi indossabili (wearable).

Funzione terapeutica

Le terapie digitali vanno a correggere comportamenti come scarsa partecipazione, disattenzione, comportamenti prevalenti di rifiuto e di disturbo, cattivo rapporto con i compagni, ma anche assoluta carenza di spirito critico, definiti disfunzionali.

Questo genere di comportamenti caratterizza un elevato numero di patologie croniche:

  • sia neuropsichiatriche come ad esempio depressione, ansia, dipendenze, insonnia, schizofrenia, autismo, sindrome da deficit di attenzione e iperattività nel bambino, ecc);
  • sia metaboliche come obesità, ipertensione, diabete.

Mentre il farmaco interagisce con la biologia del paziente, le terapie digitali interagiscono con i pensieri e i comportamenti di chi le utilizza.

È quindi per questa ragione che il trattamento delle terapie digitali si basa su modifiche del comportamento o degli stili di vita e sulla applicazione di interventi di carattere cognitivo-comportamentale attraverso la realizzazione digitale di linee guida e programmi.

Una delle caratteristiche fondamentali delle terapie digitali che le distingue dalle terapie farmacologiche tradizionali è la capacità di coinvolgere il paziente (e/o il suo caregiver) nel percorso di cura: questo coinvolgimento viene spesso ottenuto in maniera più semplice e leggera spingendo alla condivisione sui social media dei traguardi raggiunti.

Un’altra componente che rende le terapie digitali più accattivanti è la spiccata interazione fra lo strumento digitale e l’utente-paziente.

In analogia con il farmaco, una terapia digitale è composta da un principio attivo e da uno o più eccipienti.

Se nella farmacologia classica il principio attivo è rappresentato da una molecola chimica o biologica, nel campo delle terapie digitali il principio attivo è l’algoritmo relativo all’elemento terapeutico responsabile dell’effetto clinico (positivo o negativo).

Poi, come per un farmaco tradizionale, anche nelle terapie digitali lo scopo dell’eccipiente è quello di “dare forma” al principio attivo e favorirne l’assunzione, rendendolo il più possibile biodisponibile. Questo obiettivo può essere raggiunto grazie ad una fitta dinamica di interazione con il paziente al quale viene offerto il servizio proprio come se fosse un gioco, con la possibilità di guadagnare una ricompensa, di avere un promemoria che gli ricordi di “assumere” la terapia digitale e le terapie complementari, di rimanere in collegamento sia con il proprio medico che con altri pazienti con stessa indicazione terapeutica

A quando una riflessione sul rapporto tra Terapie digitali e Servizi sociali ?

https://www.marionegri.it/magazine/terapie-digitali

https://amiciitalia.eu/categorie/altri-incontri/le-terapie-digitali-come-opportunit%C3%A0-di-crescit...

https://www.yellowboat.eu/blog/intelligenza-artificiale-e-proposte-di-housing-sociale

https://www.nytimes.com/2022/09/27/opinion/therapy-technology-mental-health.html



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