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Bando housing sociale Lombardia: come funziona e chi può candidarsi

Casa residenziale ristrutturata con facciata gialla su sfondo cielo azzurro in giornata di sole

Trovare una casa a un canone sostenibile è sempre più difficile per studenti fuorisede, lavoratori con contratto a termine, famiglie separate o persone in situazione di fragilità. Il bando housing sociale promosso da Regione Lombardia, con le risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2021/2027, nasce per rispondere a questo bisogno, sostenendo gli enti del privato sociale che vogliono trasformare immobili sottoutilizzati in alloggi a canone calmierato, inferiore ai valori di mercato.

Cosa prevede il bando per l’housing sociale in Lombardia

Il bando finanzia interventi di riqualificazione edilizia su immobili di proprietà, o nella piena disponibilità giuridica del soggetto proponente, destinati a diventare servizi abitativi sociali. Gli alloggi devono essere messi a disposizione a canoni inferiori a quelli di mercato, prevalentemente in locazione temporanea e, per una quota residua, in locazione permanente.

La misura risponde a due esigenze diverse. Da un lato le necessità abitative transitorie, legate a motivi di studio, lavoro o cura, con soggiorni limitati nel tempo. Dall’altro i bisogni abitativi stabili di persone e nuclei familiari che non riescono ad accedere né al mercato privato né ai servizi abitativi pubblici. Ogni progetto di housing sociale deve indicare chiaramente a quale delle due esigenze risponde e in quale proporzione.

I destinatari finali comprendono, tra gli altri, persone in condizione di fragilità sociale, vittime di violenza domestica, genitori separati, famiglie numerose, persone anziane, lavoratori con ruoli sociali essenziali nella sanità, nei trasporti e nell’istruzione. Il bando housing sociale chiede al proponente di documentare con precisione la condizione dei futuri assegnatari per garantire che il beneficio raggiunga chi ne ha davvero bisogno.

Chi può partecipare al bando per progetti di housing sociale

Possono presentare domanda gli enti del privato sociale dotati di personalità giuridica e con sede operativa in Lombardia: enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS, imprese sociali e cooperative sociali, enti religiosi civilmente riconosciuti. Il soggetto proponente deve essere proprietario dell’immobile oggetto di intervento, o titolare di un diritto di godimento che gli consenta di destinarlo a servizio abitativo sociale fino al termine della gestione.

Gli interventi edilizi ammessi comprendono la manutenzione straordinaria, il restauro e il risanamento conservativo, la ristrutturazione edilizia, incluso il recupero dei sottotetti, con esclusione delle demolizioni integrali con ricostruzione. L’unità minima di intervento può essere un intero edificio, una parte funzionale dello stesso, oppure un insieme di almeno cinque alloggi sparsi nello stesso Comune, purché ricompresi in un unico progetto unitario.

Chi partecipa al bando housing sociale si impegna a mantenere la destinazione d’uso degli alloggi per almeno vent’anni dalla conclusione dell’intervento, con vincolo trascritto nei registri immobiliari. È inoltre richiesta l’esposizione di una targa che segnali il contributo del Fondo Sviluppo e Coesione, e il rispetto del principio DNSH, che impone di non arrecare un danno significativo agli obiettivi ambientali dell’Unione europea.

Come funziona il contributo del bando housing sociale

La dotazione complessiva del bando housing sociale è di 13 milioni di euro. Il contributo a fondo perduto arriva fino a 2 milioni di euro per singola proposta, calcolato su un costo convenzionale per metro quadro che varia in base alla durata del vincolo di destinazione d’uso: da 700 euro al metro quadro per un vincolo di 20-21 anni, fino a 900 euro al metro quadro oltre i 23 anni.

Il contributo può crescere fino a un ulteriore 20% in presenza di elementi di qualità nel progetto di gestione sociale, come l’accompagnamento degli inquilini o la gestione delle morosità incolpevoli. Le domande per il bando housing sociale si presentano sulla piattaforma Bandi e Servizi dal 1° settembre alle ore 12:00 al 30 ottobre 2026 alle ore 12:00, con procedura valutativa a graduatoria e punteggio fino a 100 punti.

Il punteggio complessivo del bando housing sociale premia soprattutto il numero di alloggi realizzati, l’intensità del fabbisogno abitativo del Comune interessato e la capacità del progetto di rispondere a bisogni documentati, anche attraverso accordi con enti pubblici o programmi di welfare aziendale. Contano inoltre la durata del vincolo oltre il minimo di vent’anni e la rapidità nell’ottenere il titolo edilizio, elementi che possono fare la differenza in una graduatoria a risorse limitate.

L’erogazione avviene in più tranche, legate all’avanzamento dei lavori: un’anticipazione del 20% alla firma della convenzione, acconti successivi fino al 90% previa rendicontazione delle spese, e un saldo finale dopo il collaudo delle opere. La graduatoria del bando housing sociale viene approvata entro 120 giorni dalla chiusura delle domande, e il titolo edilizio va ottenuto entro sei mesi dalla pubblicazione, pena la revoca del contributo.

Conclusione

Il bando housing sociale rappresenta un’occasione concreta per gli enti che vogliono rigenerare un patrimonio immobiliare inutilizzato e trasformarlo in una risposta reale al disagio abitativo del territorio lombardo. La scadenza di fine ottobre lascia il tempo necessario per costruire una proposta solida, ma il livello di documentazione richiesto, dal quadro tecnico-economico alla scheda di verifica DNSH, chiede una progettazione accurata fin dalle prime fasi. Chi si occupa di progettazione sociale per il terzo settore può affiancare l’ente in ogni passaggio: dalla lettura dei criteri di ammissibilità alla costruzione del cronoprogramma, fino alla rendicontazione finale del bando housing sociale.

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