Il bando Carcere e comunità in rete di Fondazione Cariplo finanzia reti territoriali che sostengono le persone in esecuzione penale e il loro reinserimento sociale. Le fragilità sociali, abitative, sanitarie e relazionali pesano soprattutto nel passaggio tra carcere e comunità, quando mancano riferimenti stabili. Il bando mette a disposizione 12 milioni di €, con la collaborazione di Fondazione Peppino Vismara. La prima scadenza è il 29 ottobre 2026.
A chi si rivolge il bando Carcere e comunità in rete
La candidatura arriva da una rete di enti ammissibili al contributo di Fondazione Cariplo. Almeno un ente è un’organizzazione privata non profit. Associazioni, cooperative ed enti pubblici possono far parte della rete. Ogni ente presenta una sola richiesta come capofila.
La rete è attiva in Lombardia o nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Include almeno un ente con tre anni di esperienza documentata in esecuzione penale, interna o esterna. Serve anche la prova di rapporti attivi con almeno un istituto penitenziario o un UEPE, come singolo ente o come rete.
I destinatari sono adulti in esecuzione penale, in carcere e in uscita, con priorità a chi vive le condizioni di maggiore vulnerabilità. La presa in carico può proseguire fino a un anno dopo il fine pena. Nel circuito minorile rientrano solo adolescenti e giovani adulti non detenuti, in carico a USSM o all’ente locale.
Il territorio bergamasco dispone di un budget di 800.000 €. Gli istituti coinvolgibili sono la Casa Circondariale di Bergamo e la Casa di Reclusione di Brescia Verziano. L’UEPE di riferimento è quello di Brescia e Bergamo. In Fase 2 accede una sola rete per provincia, quindi le realtà bergamasche hanno interesse a convergere su un’unica candidatura. Le risorse di Fondazione Peppino Vismara riguardano Lodi, Milano e Monza e Brianza, quindi il budget bergamasco proviene da Fondazione Cariplo.
Il bando privilegia reti territoriali stabili e radicate. La presa in carico multidimensionale collega gli interventi negli istituti con le opportunità delle comunità locali. Il coordinamento tra terzo settore, enti pubblici, amministrazione penitenziaria e servizi del territorio è l’obiettivo di fondo della Sfida Limen, insieme alla prevenzione della recidiva.
Cosa finanzia il bando Carcere e comunità in rete
Il bando Carcere e comunità in rete sostiene interventi in tre ambiti: contrasto alla grave marginalità, supporto alla fragilità psichica e prevenzione della recidiva. Le azioni promuovono l’accesso ai diritti e ai servizi, la continuità della presa in carico, il sostegno psicoeducativo e l’accompagnamento all’uscita dal carcere.
Il contesto spiega la scelta. L’analisi promossa da Fondazione Cariplo mostra esperienze diffuse e significative, ma poco coordinate. Il bando punta a superare la discontinuità progettuale in area penale e a costruire percorsi di reinserimento sociale centrati sul progetto di vita della persona.
Il bando valorizza le figure ponte, come gli agenti di rete, e gli interventi integrati per l’inserimento lavorativo, il coinvolgimento delle imprese e l’accesso a soluzioni abitative. Gli interventi si collegano alle misure regionali già attive: Piani Territoriali Integrati, Spazio Zero e le azioni AMA DE e AMA ES. Rientrano anche le iniziative contro lo stigma e i percorsi riparativi.
Il bando esclude interventi infrastrutturali, gestione ordinaria degli istituti, servizi sanitari e interventi negli istituti penali minorili. Restano fuori anche attrezzature sportive negli istituti, diritto allo studio universitario, formazione degli operatori e centri di giustizia riparativa, che rientrano in altre azioni della Sfida Limen.
Le voci di costo e i massimali del progetto si definiscono in Fase 2. Il contributo minimo è di 300.000 € e il cofinanziamento minimo è il 30% del costo totale. Il tetto coincide con il budget del territorio, da 300.000 € fino a 2.400.000 € per Milano.
Come partecipare al bando Carcere e comunità in rete
Il bando procede in due fasi. Nella Fase 1 la rete si candida entro le ore 17.00 del 29 ottobre 2026 dal portale di Fondazione Cariplo. Servono la lettera accompagnatoria firmata dal legale rappresentante, le lettere di adesione dei partner e le convenzioni o i protocolli con un istituto penitenziario o un UEPE.
Senza rapporti formalizzati basta una manifestazione di interesse di un istituto o di un UEPE, che dichiara la disponibilità a partecipare alla rete. Il partenariato minimo si formalizza per la Fase 2. Il portale consente l’invio fino alle 17.30 solo alle richieste già in compilazione alle 17.00.
La Fase 1 non richiede il progetto completo. La rete dimostra di esistere, di avere le competenze e di dialogare con il sistema penitenziario. Il progetto dettagliato nasce nel percorso di accompagnamento, con il confronto tra i territori.
Le reti selezionate seguono un percorso di progettazione partecipata, con facilitazione di Fondazione Cariplo e Fondazione Peppino Vismara. I progetti hanno durata massima di 36 mesi e si presentano entro le ore 17.00 dell’8 aprile 2027. La selezione punta a una copertura territoriale adeguata: una rete per provincia, fino a tre a Milano.
I criteri di merito riguardano l’analisi del contesto, la solidità e il radicamento della rete, la qualità dei rapporti con l’esecuzione penale, la presa in carico multidimensionale e la chiarezza della visione strategica. Il bando Carcere e comunità in rete richiede una rete già costruita, non un elenco di partner.
Il bando Carcere e comunità in rete lascia un mese di tempo per la Fase 1. La priorità è definire la rete, raccogliere le lettere di adesione e documentare i rapporti con carcere e UEPE. Il servizio di progettazione sociale di Yellow Boat lavora su questi passaggi con enti del terzo settore, insieme all’inserimento lavorativo. Il primo passo è mappare partner, istituti di riferimento e risorse già attive sul territorio.
https://www.yellowboat.eu/servizio/progetti-sociali/;
https://www.yellowboat.eu/servizio/inserimento-lavorativo/
https://www.fondazionecariplo.it/carcere-e-comunita-in-rete-bando-cariplo/
